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Acqua quadra srl

Bagni Moderni: un po' di storia

Dove e come sono nati i bagni moderni? Scopriamo insieme la loro storia e come è cambiato il design nei secoli

Bagni moderni: la prima vasca

Bagno, bagno, bagno. A forza di ripeterlo, come tutte le parole, perde il suo significato, ma invece ce l'ha. Vediamo da dove ha origine:
dal greco βαλανεῖον e dal latino balĭneum, ovvero: l'immersione del corpo nell'acqua per lavarsi o per rilassarsi.
Ed è appunto nell'antica Grecia, nel lontano 1700 a.C., che produssero il primo prototipo di vasca nel palazzo di Cnosso. Chissà se furono proprio Dedalo e suo figlio Icaro i primi ad immergersi, dopo l'estenuante costruzione del labirinto, per far riposare le stanche membra.
Anni dopo i giovani atleti greci erano soliti utilizzare questo innovativo strumento di contenimento, pieno di acqua fredda, per rafforzare la muscolatura.

Sarà nel terzo secolo a.C., grazie al connubio fra greci e romani, che le prime vasche arriveranno anche a noi Italiani per arredare il bagno.
Roma, capitale dell'impero più grande d'Europa! Chi meglio di lei poteva ospitare le vasche come ritrovo conviviale? Magari dopo un banchetto, per decantare le gesta dei propri eroi.
Da luogo pubblico le vasche cominciarono a essere presenti come strumenti per l'igiene personale, proprio come i nostri bagni moderni; inizialmente nelle dimore dei più agiati, poi, con l'arrivo dell'acqua corrente, anche in tutte le altre case. Non si tratta ancora di un bagno moderno con doccia, ma comincia ad assomigliare alle nostre stanze da bagno.

Bagni moderni: il primo water

Ve la ricordate quella casa molto carina senza soffitto e senza cantina? Ecco, non aveva neanche il vasino da notte. Come avranno fatto allora, da dove arrivano le prime idee per il bagno con il water?
Fu la Regina Elisabetta I, nel 1596, ad aver installato nelle proprie stanze il primo prototipo di water da interno.
John Harrington ne fu l’inventore ufficiale. Si trattava di una seduta con un serbatoio dell'acqua e un rubinetto che ne regolava il passaggio in un serbatoio più piccolo, infine un meccanismo a valvola faceva defuire l'acqua di scolo in un pozzo nero.
Ma fu solo nel 1775 che lo scozzese Alexander Cummings, prendendo spunto dal predecessore, creò il modello definitivo del water moderno, aggiungendo un sifone a forma di "U" in grado di formare un tappo d'acqua all'interno del tubo di scarico, ciò permise di chiudere il collegamento tra il vaso e lo scarico maleodorante.
Ne seguirono molteplici modifiche, fino al 1883, quando la Francia introdusse la tazza del water, così com'è arrivata ai giorni nostri, ma ci vorrà ancora qualche anno per l'installazione anche dello sciacquone.

Bagni moderni: il primo bidet

Cosa c'è di peggio che perdere la finale ai mondiali contro la Francia? Non avere inventato il bidet!
Seppur gli Italiani siano i maggiori estimatori di questo accessorio, il primato dell'intuito va ai nostri "cugini" d'oltralpe.
Siamo all'incirca negli anni 20 del 1700 e ci troviamo allo corte di Re Luigi XV, più precisamente nella maison di Madame De Prie. Si vocifera che la signora abbia accolto, a cavallo di uno strano sgabellino a forma di violino, l'amante Luigi-Enrico di Borbone-Condé, Primo ministro. Ciononostante l'inusuale articolo non ebbe il successo sperato nelle dimore aristocratiche. Spopolò invece nella parte povera di Parigi, ossia dentro i bordelli.
Sarà la nostra, diventata connazionale, Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, regina di Napoli, sposa di Ferdinando I delle due Sicilie, a volere il "cavallino" nella sua stanza da bagno. Il suo bagno nella Reggia di Caserta era già corredato di water, vasca e lavandino.
Tuttavia è solo a partire dal XX secolo che il celebre sanitario comincerà a diventare d'uso comune in Italia.

"Andrei all'inaugurazione di qualsiasi cosa, anche di una toilette"
(Andy Warhol)